Il lago di Carezza
Ondina, la ninfa del Lago di Carezza
La ninfa Ondina era una splendida creatura dai lunghi capelli biondi che passava le giornate a cantare con la sua voce soave, sulle rive del lago di Carezza. La bellezza della ninfa era nota a tutti i viandanti, ma c’era uno stregone che proprio non riusciva a dare pace al suo cuore straziato d’amore, si trattava dello stregone di Masaré che abitava sulle cime del Latemar. Da quando la vide e la sentì cantare per la prima volta non riuscì più a dimenticarla, provò in ogni modo a sedurla, ma la ninfa ne era spaventata e tutte le volte che lo vedeva avvicinarsi scappava impaurita a nascondersi.
Masarè usò perfino la magia per avvicinarla, ma ogni suo tentativo risultò sempre vano; una volta si trasformò perfino in lontra per cercare di rapirla ma Ondina, avvisata dai suoi amici uccellini riuscì a mettersi in salvo nelle profondità del lago. Disperato e sempre molto arrabbiato per non poter avere ciò che desiderava, Masarè decise di chiedere aiuto ad una vecchia strega del Regno dei Fanes, Langwerda che gli consigliò di creare lo spettacolo più strabiliante che lei potesse mai vedere: un arcobaleno che dal Catinaccio al Latemar finisse dritto dritto dentro il lago di Carezza. Lo stregone creò lo strepitoso arcobaleno e si trasformò in un mercante con una bella barba bianca e un sacco pieno di oggetti d’oro e pietre preziose, per vedere la reazione della ninfa e riuscire finalmente ad avvicinarla.
Ondina rimase sbalordita dal meraviglioso spettacolo di colori, tanto che lo stregone ne fu entusiasta, peccato che il giorno seguente si manifestò alla sua amata dimenticandosi il travestimento e lei spaventata scappò nelle acque del lago e non ne riemerse mai più.
Lo stregone di Masaré divenne furioso, tanto che scagliò di tutto nel lago, alberi, macigni e alla fine strappó dal cielo anche l’arcobaleno che si frantumò in mille pezzi colorati e finì nel lago colorandolo con i suoi colori,che si manifestano durante il tramonto o nelle notti di luna piena.